Caterina's profileDisLocAzioniPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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DisLocAzioniSi la notion de ‘dislocation' évoque l'éloignement, la perturbation et la désagrégation du sens, elle peut aussi constituer une suspension féconde donnant lieu à des espaces évocateurs et à des nouveaux ordres de discours. July 02 Ciclone RicicloneQuesto spazio è nato per l'esigenza di dire il senso di "dislocazione" - innanzitutto geografico - col quale convivo ormai da sempre.
Essere "altrove" è una condizione alla quale non ci si abitua. Per quanto si stia bene, forse meglio, per quanto sia ormai chiaro che la necessità sia l'unica legge che regola le potenzialità infinite di "altrove" dove dislocarsi, per quanto, per quanto.
Ecco. In realtà in questo post volevo parlare di riciclo, ma anche di questo blog abbandonato, ma anche del riciclo di idee in questo blog abbandonato, ma anche del fatto che spesso essere dislocati vuol dire dover convivere con le idee altrui sul tuo "dove" originario, ma anche del fatto che un po' tu senti di appartenere ad ognuno dei posti in cui sei stato, ma anche del fatto che l'unico posto che senti tuo davvero non c'è da nessuna parte. Ma anche, ma anche. Per quanto, per quanto.
Allora riciclo un'idea in questo blog abbandonato. Un'idea sul riciclo, anche. E' una notizia che mi ha fatto sorridere. E sta qui.
Al piccolo comune di Piane Crati - che pensavo fosse il luogo mitico delle vacanze di una persona amica, e in realtà esiste davvero - va il premio "Riciclone 2008".
Questo per dire che.
I collegamenti con tutto il resto - forse non ci sono - fateli voi, miei 2,5 lettori. (i manzoniani 25 mi sembravano eccessivi. 2 e mezzo è statisticamente ineccepibile, direi.)
April 14 Il sonno della ragione......genera mostri.
Lo sapevamo già, ma ne abbiamo l'ulteriore conferma.
Gli italiani hanno perso la ragione.
E, si sa, il sonno della ragione genera mostri. E nani da circo, nel caso specifico.
("Le sommeil de la raison engendre des mostres". Et des nains qui font leur cirque, notamment, dans Le Grand Guignol nommé Italie.) March 29 Haiku* improvvisato e melancolico (e anche bruttino assai)Triste è il blog
solo a primavera.
(*sono 17, right?) December 12 Shinjirarenai.Ovvero: non ci posso credere.
Qualcuno è arrivato qua cercando su google "calzini nella poesia" (una specie di sintesi degli ultimi due post ha condotto lo sfortunato su questo Parnaso mendace).
Questo dovrebbe farmi riflettere sull'andamento altalenante della mia prosa in questo blog semi-abbandonato.
E invece mi fa solo morire dalle risate.
(Che sia il tema di una tesi di laurea? O di un articolo di un eccelso accademico comparatista in preda agli astratti furori dei cultural studies? Non me ne mereviglierei, ho visto di peggio). December 08 Prima alla Scala e seconda serataEppure l'Opera mi affascina, da sempre.
Credo che essa esprima un'evidenza che parla anche a noi profani: una concentrazione di sublime che "si squaderna" davanti a chiunque veda, e non può fare a meno di sentire, l'Opera.
'Fin, bref: ieri sera mi sono ritrovata davanti alla TV, avvolta nel mio plaid rosso e nella passione travolgente di Tristan und Isolde. Idillio da prima fuggito e poi crudelmente negato, fino alla liberatoria Liebestod: la morte d'amore, verso la quale Wagner conduce anche il più distratto degli uditori.
Le variazioni sul tema sempre più incalzanti, le sospensioni, la tensione infinita dei contrasti, e infine, il monologo di Isotta.
Amici! Vedete!
Non lo sentite? Non lo vedete? O forse io sola odo questa melodia, che sì mirabile, sì soave, dolente per voluttà, tutto esprimendo, soavemente conciliante da lui riverberando, penetra in me, in alto si lancia, dolcemente echeggiando risuona a me d'intorno? (...)
Nel flusso ondeggiante, nell'armonia risonante, nello spirante universo del respiro del mondo- annegare, inabissarmi- senza coscienza- suprema voluttà! (Per chi volesse approfondire, ecco un pdf illuminante, curato dalla Fenice di Venezia)
Io ci vedo, ci leggo, ci sento, un invito, universalmente rivolto, a lasciarsi avvolgere dalla forza dell'opera d'arte.
Perché di amore, di morte, di sofferenza, di idilli negati, è tessuta l'esperienza umana di ognuno. Non vi è nulla di troppo alto, nell'Opera, nella poesia, nella musica, che i nostri sentimenti e il nostro intelletto non possano cogliere.
Eppure.
Eppure nel nostro Paese, al "grande pubblico" della prima alla Scala non resta che il giro di brillanti al collo del Sindaco Moratti più interessata alla candidatura di Milano per l'Expo 2015 che alla bellezza delle note wagneriane e qualche ministro che dice "Da domani ci occuperemo del miglioramento delle condizioni di coloro che operano in questa istituzione e in tutti i teatri d'Italia" (domani è un altro giorno, si vedrà).
Certo, la prima alla Scala è anche questo. Paillettes, emiri del Qatar, melomani intransigenti e scioperi davanti al Teatro.
Se hai Sky, poi, puoi anche godere del resto: delle ouvertures dirette da un Barenboim che fa le facce buffe, dei deliziosi acuti di Waltraud Meier, della bella mise en scène di Patrice Chéreau.
In Francia, invece, basta dotarsi di un po' di curiosità e di tanta buona volontà (per noi Pretty Woman un po' fuori dal giro) e di un plaid rosso: Arte, il canale franco-tedesco che mi mancherà così tanto da febbraio, trasmette in diretta da Milano, per chiunque ne abbia voglia, i tre atti di questo strano oggetto del (mio) desiderio.
Io non lo so se il bilancio della Rai è così disastrato da non potersi permettere i diritti. Io credo piuttosto che un po' di coraggio nelle scelte della "televisione di Stato", aiuterebbero il nostro Paese a uscire dalla latrina di intercettazioni-gossip-realityshow in cui sta sprofondando.
Noi, il Paese dove l'Opera è nata.
Noi, il Paese dov'è nato Dante. Che va in seconda serata, infatti.
Condivido la perplessità del mio saggio fratellone sui costi delle letture della Divina Commedia di Benigni: 5 milioni di euro sono molti, ed è anche per questa ragione che non capisco il senso di proporre queste piccole perle di bonheur de l'ésprit in seconda serata.
Ma tra i settecentomila euro dati a Celentano per promuovere il suo disco, e i milioni di euro che la Rai ogni anno butta nel mar ligure per i cachet di improbabili ospiti internazionali per le noiosissime e multiple serate sanremesi, ecco, io preferisco ancora i soldi dati a Benigni. Che in seconda serata, urla agli italiani di andare fieri della bellezza della Poesia che è nel loro patrimonio culturale e genetico, e che parla agli uomini di oggi ancora più che a quelli di ieri.
Anche a quelli che guardano Fabrizio Frizzi in prima serata.
Perché giovedì sera, i telespettatori di Raiuno, erano impegnati a uniformarsi -cerebralmente - a una massa di Soliti Ignoti. November 29 CalziniHo comprato calzini da persona matura a Catanzaro nel 1999, in previsione della mia nuova vita da universitaria a Venezia.
Ho comprato montagne di calzini nel 2001, unainteramezzavaligia, in preda ad astratti furori, prima di partire per Kyoto: è risaputo, in Japan si sta scalzi ovunque.
E' risaputo, io buco tutti i calzini destri a velocità record.
Ho comprato dei calzini molto chic, nel 2005, a Venezia, perché come si fa a Paris a non essere chic anche nella chaussette. C'est interdit.
Ora mi chiedo se una partenza che è un ritorno, ma anche un nuovo inizio, scatenerà in me l'esigenza ossessivo-compulsiva del calzetto.
Una dottoranda ha bisogno di calzini da dottoranda, no?
Sono problemi, in effetti. October 07 Parigi è un questionario"Di una città non si apprezzano le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda." Italo Calvino
Se vi chiedevate dove fossi finita, ecco: a cercare tante risposte in questa città che è un questionario. July 08 Spy storyUna missiva inviatami da "Aéroports de Paris" mi aspettava ieri, nella mia boite aux lettres, per rivolgermi un mattutino coucou!
Sussulto, soprassalto, mi intimorisco: l'inguaribile pessimista che è in me - quella che non solo vede il bicchiere mezzo vuoto, ma analizza la situazione con piglio deciso e lucida razionalità (d'altronde, il bicchiere è lì per terra in frantumi, come pretendi che sia rimasto mezzo pieno?) -
ecco, quell'io là - ma je è sempre un autre - comincia a sudare freddo.
eccolosapevohannoannullatoilvolodigiovedìsaràfallitamyaireadessoamarcochiglielodice
iovogliopropriotornareacasaiobisognodiandareinitaliadopotuttoquestotempoepoiperchémiscrivonoloromisembraimprobabile
E infatti.
Apro.
Pubblicità
Ovvio.
Pubblicità del nuovoeimplementato sistema di parcheggio degli aereoportsdeparis.
Perché loro SANNO che io sono un'utente abituale degli aereoporti.
Bonjour,
Vous fréquentez régulièrement nos aéroports Paris-Orly et Paris-Charles de Gaulle.
Ah si? E a voi chi ve l'ha detto?
Io, ovviamente. Mannaggia amme e alle caselline "consente al trattamento dei dati personali". Si, certo, fate di me quello che volete.
Poi la furbetta che è in me si ridesta: tsk, credevate di sapere tutto di me, ma se controllaste davvero i miei spostamenti sapreste che non ci vado in macchina all'aereoporto. Ci vado in metro io, che me ne fo' di un parcheggio?
Poi la paranoica che in me - je n'est pas un autre, mais plusieurs autres - mette irrevocabile fine al vaneggiamento.
Certo che lo sanno.
Il mio ipertecnologico pass navigo. Un simpatico microchip tracciabilissimo. ARG.
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Benvenuto! Bienvenue! Welcome! ようこそ!
farewellwrote:
Ciao cate,non so se questo sia il miglior posto per darti una comunicazione di servizio...
Aug. 16
francescawrote:
Ciao Cateee!!! purtroppo quello stupido lavoro mi ha tenuta lontana da messenger negli ultimi giorni...ma domani e giovedì promettono bene! fatti sentire e magari ci si vede pure!!!!!! caaaaaaaaateeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ciao.
Apr. 22
Stefaniawrote:
Ciaoo! Ma che belle fotine!
Allora i 2 parigini si stanno divertendo...io invece devo studiare....più o meno! Meno male che avete bel tempo,sono contenta! bacini
Jan. 23
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