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    March 30

    As-sorbire

    Questa settimana, sul mio ordinateur - amico fedele di giornate mute - un sacchetto di fagioli di Lamon.
    Sono pronta a farvi sorbire la peggiore delle filosofie da strapazzo; tenetevi pronti ad assorbire un po' delle mie malinconie, un po' dei miei dubbi, un po' di me.
     
    Dovrei smetterla di stupirmi di ogni cosa.
     
    Tipo: smetterla di guardare incantata il cestello roteante impegnato nella danza sincopata di una centrifuga.
    Tipo 2: smetterla di guardare rapita la mia minestra in potenza di domani che cresce sotto i miei occhi; i fagioli che assorbono l'acqua da ore e ore e ore. E crescono.
     
    Assorbo.
    Assorbo il dolore della lontananza da chi amo. Assorbo, imparo a espandere i miei sentimenti. Assorbo il pensiero impossibile della sofferenza di una persona che amo. Assorbo, ma l'acqua non può che fuoriuscire e farsi lacrima.
    Assorbo la bellezza dei nuovi incontri, assorbo diversità che mi ri-mettono, ancora una volta, in discussione.
    Assorbo le contraddizioni, assorbo la violenza delle parole e delle idee, assorbo e rielaboro, dicono che sia indispensabile avere un'opinione.
     
    Assorbo, assorbiamo, ogni giorno. E la vita cresce. Anche quando non sembra. La direzione in ogni caso, è una sola. (Chi rimetterebbe a seccare dei fagioli dopo ore di ammollo?) In ogni caso, non abbiamo scelta.
     
    Assorbo, e cresco. Rimane da capire, poi, a che serve.
    In ogni caso, non ho scelta.
     
     
     
    March 21

    KO.KO.KO.

    Partiamo da un dato metodologico, prima di immergerci nel "rocambolesco mondo di Caterì", che col "Fantastico mondo di Amélie" ha poco a che fare se non che...
     
    Allora, con ordine. Ricominciamo.
     
    Caterì/Amélie/Audrey Tatou: quelli tra voi, incontrovertibilmente tramutati in romantici sognatori dall'opera magistralis della coppia Jeunet/Tatou  (o che nell'opera medesima hanno  trovato ideale giustificazione agli occhi del mondo per le proprie piccole follie quotidiane - la mano affondata nei legumi, il raccogliere i sassolini per strada, spaccare la crosta della crème brulée col cucchiaino etc etc - santificate in qualità di gesti di superiore sensibilità...) ecco... tutti voi che avete amato Amélie, sarete stati forse spinti di moto naturale alla visione di "Un long dimanche de fiançailles" (Una lunga domenica di passione, in italiano?? bu!)... Non voglio parlare del film, ma del "dato metodologico" di cui dicevo all'inizio di questo post che si fa sempre più intricato mano a mano che cerco di dipanare la matassa...
    Nel film, la protagonista Mathilde/Tatou, ripropone incessantemente un giochino mentale che la aiuta a sopravvivere: fa delle piccole scommesse con sè stessa, cercando di indirizzare il destino secondo la sua volontà, più che cercare di avere da esso delle risposte... il giochino è semplice, ma anche pericoloso; la delusione è sempre dietro l'angolo. Sperando con tutta sè stessa che il suo amato disperso in guerra (e siamo in quella cruenta carneficina di trincea che fu il primo conflitto mondiale) ritorni a lei, e conservandone anzi la certezza assoluta, porta avanti la sua difficile ricerca... "Se la macchina arriva in fondo alla strada dopo di me, Manech è ancora vivo", dice correndo a perdifiato giù per una collina: la macchina arriva, in effetti, dopo.
    Ma non è la macchina che aspettava.
     
    Insomma... tutto ciò per dire che mi capita spesso, da quando vivo sola soletta, di fare questo giochino: se quando esco dal metro il semaforo è verde, allora mi è arrivata posta...se trovo qualche monetina nella tasca della giacca mi faccio un regalino. Niente posta, ma 2 euro nella tasca destra della giacca, sì.
    E allora, gitina al supermercato per fare una pausa nel mio long après-midi d'étude, comprare il detersivo per i piatti e... farmi un regalino di inizio primavera.
    Oggigiorno con 2 euri non ci fai grandi cose... ma visto che tutti a primavera si mettono a dieta, io in controtendenza mi voglio "tutta ciccia e brufoli" e acquisto una confezione di 3 ovetti Kinder, un vero ritorno all'infanzia. Da brava mocciosetta brufolosina, decido che non voglio trovare una sorpresa a caso: voglio l'orribile amichetto granchio dell'orrendo Sponge Bob, esserino plastificato cornuto visto a casa della mia amichetta Erica, durante il recente soggiorno veneziano.
    Bene.
    Eccoci al punto.
    (Io, e il dono della sintesi... due mondi inconciliabili)
    Ho 1 possibilità su 3 che sia un amico della terribile spugna, la  mia sopresa.
    E devo mettere in conto che potrei trovare anche la spugna, o la lumaca, o quell'altro coso filiforme e indefinibile..
    Io voglio l'esserino cornuto.
     
    Se nell'ovetto di sinistra c'è il granchio, vinciamo le elezioni.
     
    Ebbene sì. Ora il granchio cornuto (sono occhi, mi fa notare Marco...) vive sul mio computer. E mi dice che il domani sarà migliore. Forse.
    Lui ha un nome, si chiama KO.KO.KO.
    Kornutino Komunista Koraggioso.
     
    Perché anche se è KOKOKO, lui guarda fiducioso al domani.
     
    March 05

    Inizio settimana

    Meditazioni del piccolo bruco...

     

    今は嫌われ者だけど

    チョウチョになったら人気者。

    でもボクはボクなんだけど。

     

    (Ora mi odiano,

    ma quando diventerò farfalla, tutti mi ameranno…

    Eppure… io sono sempre io…)