Caterina's profileDisLocAzioniPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
March 06 MetablogAll'epoca lontana del liceo, un improbabile supplente di filosofia consigliere comunale a Pizzo Calabro, nonché ex mozzo di bordo di navi commerciali , cercò di inculcare a noi sprovveduti brufolosi sedicenni che la metafisica fosse "quella cosa che sta A META' della fisica". E vabbé.
A metà tra il serio e il faceto, questo post è su un post it attaccato a una paretina interna del mio cervello da quando ho cominciato a leggere e scrivere blog (in netto ritardo sul resto del mondo, I know.)
A che cosa serve un blog?
Perché si scrive un blog?
Chissà quanti migliaia di post in migliaia di blog hanno già dato la loro risposta a domande simili.
Ce n'è ancora un'altra. Perché leggiamo i blog altrui? Ognuno ha la sua risposta. Una delle cose che mi interessano e stupiscono di più, deformazione professionale?, è scoprire raccontastorie talentuosissimi e insospettabili in giro per la rete. (Che la maggior parte degli esseri umani non siano dotati di talento letterario mi sembra scontato, ovviamente. Quindi no comment sull'immensa quantità di disarmoniche parole che affollano la democratica e onnicomprensiva - nonché acritica - rete. E poi de gustibus son gustibus, come dice il saggio).
Ma nei blog delle persone che conosciamo, anche di quelle che crediamo di conoscere bene, che cosa cerchiamo? Di loro dovremmo sapere ogni cosa, e se c'è qualcosa che di loro non ci è detto, perché avremmo poi il diritto di leggerlo?
Ogni autore scrive per essere letto, non esiste scrittura che non abbia già in sè la necessità di riattivazione di senso della lettura.
Ecco una bella ovvietà.
Ergo chi scrive in un blog non lo fa come in un diaretto segreto, niente chiave della valigia sansonait a sigillare cottarelle e storielle di vita quotidiana. Chi scrive un blog vuole essere letto. Potenzialmente da tutti, ma proprio tutti, almeno tutti quelli che condividono il suo stesso sistema lingua.
Ecco la seconda bella ovvietà.
Poi ci sono i post criptici. Ci sono delle cose che non si riescono a dire, anche quando vorremmo condividerle. E allora qualche frase, qualche pezzo di poesia altrui (a volte propria, anche... pare che sul Parnaso siano sprovvisti di connessione, grazie a dio -Apollo, ovviamente). In qualche caso si scrive anche solo per dire quello che non si direbbe mai.
Non si parla qui che dei blog a forte caratterizzazione "personale", è chiaro. Blog di cucina, alta finanza, cinema & musica trovano in sè la motivazione della loro esistenza e della loro fruizione. Tutti scrivono scrivono scrivono.
Ma perché perché perché.
Perché questo post?
Forse per ricordare l'improbabile prof di filosofia che vendeva penne in oro di Napoli a 700 mila lire in sala professori durante la ricreazione; aveva preso 36 alla maturità, ma ci teneva a ricordarci che la laurea di filosofia in qualche modo l'aveva avuta.
All'epoca i blog non c'erano, ma la gente che ci tiene a raccontare i fatti suoi è sempre esistita.
A metà della fisica.
|
|
|