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June 18 When I'm Sixty-FourNon ho fatto un post per il mio ventiseiesimo genetliaco, ne faccio uno per quello di Sir McCartney. Di post come questi, in giro per la rete ce ne saranno mille mila, e anche articoli di giornale e servizi per Verissimo e Studio Aperto e TgCom...
Troppo facile: il cantante più danaroso del mondo, nella sua giovinezza di scarafaggio baronetto cantava "chissà se avrai ancora bisogno di me quando sarò vecchio e pelato, quando avrò 64 anni", e oggi è arrivato il fatidico giorno...
Will you still need me, will you still feed me,
When I'm sixty-four. Oggi è sixty-four, capello tinto, alla fine del suo chiacchieratissssimo matrimonio. Chi se ne. Auguri e figli maschi, ups, anche no...
Chi chiederebbe di meglio,cantava... un bel giardinetto da curare, passeggiatine della domenica mattina, i nipotini (Vera, Chuck & Dave...) sulle ginocchia, un cottage in affitto d'estate nell'isola di Wight... E già.
I soldi non fanno la felicità? Ma anche sì.
In fondo il giovinetto era ironico e spensierato, come tutti i ventenni alla vecchiaia non ci pensava davvero.
Anche perché il suo presente era sufficentemente splendido da permettergli di guardare al futuro con un sorriso di leggerezza...
Ma è un po' strana la sensazione di un futuro che si è fatto presente. In quella canzone Paul avrà sempre 25 anni. E l'Odissea nello spazio resta fissata per il 2001, che paradossalmente è già il notro passato.
Jules Verne sarebbe deluso di questo futuro?
Meglio non fare progetti a lungo termine? E 1984 di Orwell, che era già il '48 nella sua mente, resta sospeso in un futuro indefinito e sempre potenzialmente presente (anche 22 anni dopo)...
Relativismi, su Rieducational Channel.
Che volevo dire con questo post?
Forse che nessun lavoratore atipico d'oggigiorno riesce a immaginarsi un 64° compleanno da cartolina come il buon (vecchio) Paul?
Anche.
Forse.
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